Affari Insubrici per Giudici & Co.

pubblicato da RFT - 10 maggio 2010 (aggiornato 12.2012)

Mentre il governo ticinese ha tentennato sulla Regio Insubrica a causa dello scudo fiscale, per altri gli affari con le ricche famiglie lombarde vanno avanti, assieme a discussi ex banchieri della piazza luganese...

Difficile criticare la Regio Insubrica quando si fanno gli interessi dei ricchi industriali lombardi. Se lo saranno forse detto il sindaco di Lugano Giorgio Giudici e il senatore Filippo Lombardi, quando la Regio, con il terzo scudo fiscale italiano, era stata messa in dubbio dallo stesso Consiglio di Stato ticinese come ripicca.

Un interesse che evidentemente va oltre gli steccati di partito tra il liberale Giudici e il democristiano Lombardi: il primo siedeva nel comitato direttivo e oggi Ŕ tra i soci dell'ente; mentre il secondo guidava la delegazione parlamentare svizzera che cura i rapporti con il parlamento italiano.

Ma gli interessi sono, come detto, economici: Giudici ha presieduto per 4 anni il consiglio di amministrazione della Holding InsubriaSuisse Family Office, nata nel 2004 come business per curare gli interessi di paperoni lombardi con patrimoni di almeno 100 milioni di franchi. GiÓ vice-presidente, Lombardi, dal 2008 ad ottobre 2010.

Dal 2006 la Holding ha acquistato partecipazioni in altre societÓ grazie a un capitale di 2 milioni di franchi e tra gli azionisti figura anche, guarda caso, BSI, la banca di cui Ŕ presidente l'amico di Giudici, Alfredo Gysi, con il quale presiede il consiglio di fondazione dell'ateneo luganese.

Ad accompagnare Giudici e Lombardi, diversi bancari o ex bancari in vista, specie di UBS. Primo tra tutti, fino al 2012, il delegato della holding, Hans Kuepfer, ex pezzo grosso del private banking di UBS per la piazza italiana e di Montecarlo, riciclatosi ormai da anni nel family office da quando gode della pensione.

Dettaglio: il fatto che Kuepfer, secondo indagini giornalistiche (vedi ad esempio qui e qui) sia stato il banchiere di fiducia di un certo Gerardo Cuomo (condannato in Svizzera nel 2001 per corruzione, in Italia nel 2004 in primo grado per associazione mafiosa, curiosamente assolto nel 2008, riprocessato e poi nuovamente assolto nel 2011) non sembra dare fastidio a Giudici & Co.