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In Ticino
un fiume di cocaina
Mentre autorità ed esperti non hanno nessuna idea del consumo reale di cocaina, in Ticino si possono stimare 900 grammi al giorno e quasi 3 mila consumatori. Lo dice l'acqua...
L'Inchiesta, novembre 2005
Sul consumo di cocaina, le autorità ticinesi sono molto ottimistiche. La polizia ammette che il consumo è «difficile da valutare» ma di certo è in «costante aumento», specie quello "ricreativo" tra giovani e adulti da 15 a 40 anni.
I 180 consumatori (dai 18 ai 50 anni) denunciati dalla polizia nel 2004 sono solo la punta dell'ice-berg, così come l'1,8 chili spacciati in 18 mesi nei principali distretti. Che il consumo sia nettamente maggiore, lo suggerisce un innovativo studio dell'Istituto Mario Negri di Milano.
Prelevando campioni d'acqua negli impianti di scarico urbani e nel bacino del fiume Po (abitato da 5 milioni di persone), con lo scopo di ricercare il metabolita della cocaina "benzoilecgonina" espulso con l'urina, gli studiosi sono risaliti al consumo: 4 chili al giorno, cioè 40 mila dosi (una dose media equivale a 100 milligrammi). Oltre il doppio dei dati del Ministero del Welfare (15 mila al mese).
Applicando gli stessi dati in Ticino, il 2,7% degli oltre 100 mila 15-39enni consumerebbero coca, ossia quasi 2'800 persone. Circa la quantità, la polizia federale stima il fabbisogno annuo in 11 mila tonnellate per circa 95 mila consumatori recensiti dall'Istituto sulle tossicomanie di Losanna. Per il Ticino si ottiene quindi 324 chili l'anno per 2'800 persone, pari a 900 grammi al giorno, ossia 9 mila dosi quotidiane che finiscono nel fiume Ticino e nei laghi.
Giù, fino nel Po. Uno studio italiano stima che il fiume Po trasporti 4 chili di cocaina al giorno. In questi è compresa anche buona parte della droga consumata in Ticino e nel Moesano. A parte la valle di Muggio e il sud del Mendrisiotto infatti, i fiumi ticinesi finiscono nel Lago di Lugano o nel Lago Maggiore.
A Sesto Calende l'acqua entra nel fiume Ticino che confluisce nel Po all'altezza di Pavia, dove sono stati fatti i prelevamenti. «Bisognerebbe campionare i fiumi in Ticino» commenta Ettore Zuccato, coautore dello studio. Cosa che le autorità, dice Nicola Solcà del Laboratorio cantonale, non hanno mai fatto: «il nostro laboratorio non si è ancora interessato a eventuali tracce di microinquinanti nelle acque ticinesi».