Lavoro nero, prime multe in Ticino

pubblicato da L'Inchiesta #2 marzo 2011

Con la nuova legge fioccano le prime sanzioni. Ecco i nomi delle aziende ticinesi sulla lista nera di chi non paga gli oneri sociali...

Undici ditte ticinesi sono state colte con le mani nel sacco. Impiegavano personale in nero. Contattati da L'Inchiesta, alcuni titolari hanno rilasciato dichiarazioni in cui giustificano il proprio modo. Altri si sono trincerati dietro un "no comment". Le associazioni di categoria puntano il dito contro i pochi controlli. (...)

In ogni caso, sono i settori non coperti da contratto collettivo o contratto normale di lavoro ad essere quelli maggiormente sensibili. In base alla nuova legge messa a punto per combattere il lavoro nero, contro i responsabili che "assumono" personale in modo irregolare, possono essere comminate semplici multe, la sospensione dei finanziamenti e l'esclusione dalle gare di appalto. (...)

Cesare Bettè di Ronco s/Ascona, attivo in proprio nella manutezione di giardini, che viene escluso per 2 anni da ogni appalto pubblico. Interpellato telefonicamente da L'Inchiesta per una reazione, Bettè non ha voluto commentare. Jardin Suisse Ticino, l'associazione professionale di categoria con sede a Taverne, non lo conosce, non essendo affiliato.

Ma a L'Inchiesta il presidente di categoria, Alberto Stierlin, ha voluto comunque precisare che i controlli del cantone, dell'Ispettorato del lavoro ma anche dell'Associazione interprofessionale di controllo "non sono abbastanza frequenti, soprattutto al sabato, la domenica e negli orari serali durante la stagione (aprile-ottobre)". Il problema rischia dunque di restare invariato, soprattutto in questi tempi di crisi dove "il cliente vuole risparmiare e l'operaio vuole arrotondare lo stipendio. Questo circolo vizioso non giova sicuramente alla nostra economia". Inoltre, aggiunge Stierlin, "con l'abbassamento delle ore di lavoro obbligatorie, secondo contratto collettivo, il fenomeno del lavoro nero non puó far altro che aumentare".

Altro settore toccato, quello degli agricoltori e dei contadini. A cadere nei controlli Mirko Togni, contadino e allevatore di Primadengo, in Leventina, al quale sono stati ridotti gli aiuti statali per 1 anno: anche lui alle domande de L'Inchiesta non ha voluto rispondere. Nulla di nuovo comunque per il segretario cantonale dell'Unione dei contadini ticinesi, Cleto Ferrari, per il quale "il settore é cronicamente affetto da difficoltá nel reperire personale idoneo" dice. "Talvolta gli agricoltori reperendo personale che ritengono molto idoneo, cadono nella trappola dell'ingaggio da paesi non riconosciuti". Ferrari punta il dito contro le condizioni di lavoro in altri paesi che sarebbero, a suo avviso, "nettamente vantaggiose". L'orticoltore di Gordola Fabrizio Gianettoni riconosce di aver assunto al nero una persona per mezza giornata. "Proprio quel giorno sono venuti a controllare" dice sconsolato. (...)

Giuseppe Matarise di Caslano, attivo in proprio come montatore di porte e finestre, contesta la sanzione. "Io sono innocente" dice a L'Inchiesta. "Ho subito un controllo sul cantiere quando era presente con me mio cognato, residente in Italia. Siccome non l'ho mai pagato, non vedo dove possa aver sbagliato. Ho comunque pagato la multa di fr. 900.- per evitare di perdere tempo in scartoffie. Chissá perché controllano sempre i pesci piccoli".

Nota: i nomi sono pubblicati dalla Seco. L'articolo completo é a pagamento qui. Indagine svolta con C. Galimberti